Irresponsabili

18.01.2021

Gli ultimi giorni hanno portato sotto i riflettori una crisi politica che per l'attuale maggioranza dura da mesi, mentre per il Paese da decenni. Gli attori sono molti, ognuno con la propria parte in commedia, ma i protagonisti sono facilmente individuabili.

Giuseppe Conte guida un governo allo sbando, i cui esponenti non si trovano d'accordo praticamente su niente. Pur di non lasciare Palazzo Chigi (almeno finché non avrà fondato il suo partito) va alla ricerca di maggioranze raccogliticce che avranno come unico effetto un ulteriore rallentamento nel prendere le decisioni che contano. Andare al Quirinale e rassegnare le dimissioni sarebbe stato un atto troppo coraggioso per la sua indole, ma anche il più giusto.

Il centrosinistra ha rinunciato ad ogni grande progetto, scegliendo Conte come leader di un fantomatico fronte progressista che dovrebbe includere anche il Movimento 5 Stelle. Sì, sapete, quelli che erano No-Vax, No-Euro, complottisti, quella gente lì insomma. E pensare che uno degli slogan del Partito Democratico era Vota la scienza, scegli il PD.

Ma l'incoerenza di 5 Stelle e PD non è niente in confronto a quella del loro nuovo condottiero, l'uomo camaleontico giusto per ogni occasione, colui il quale durante lo scorso governo stringeva con fierezza un cartello con su scritto #decretosalvini, con chiaro riferimento a uno dei due Decreti Sicurezza da lui firmati insieme al leghista.

Sempre in compagnia dell'allora Ministro (oltre che di Luigi Di Maio) lo vediamo ritratto sorridente insieme a Vladimir Putin e in un'altra occasione (stavolta da solo) mentre fa l'amicone di Donald Trump.

Insomma, un turbinio di frequentazioni da far tremare le vene ai polsi, soprattutto se associate alla rivendicazione del suo essere sovranista e populista (assemblea ONU Settembre 2018).

Ma ora è tutto superato, adesso il Presidente si dichiara convintamente europeista, ambientalista e progressista. Deve aver avuto un repentino ripensamento. Oppure è solo un incoerente il cui unico ideale è il mantenimento del potere.

Ah, nella compagine a suo sostegno ci sarebbe anche LeU, ma su di loro meglio non infierire. Sono ancora fermi alla lotta di classe e a modelli economici da socialismo sudamericano; la patrimoniale per loro non è neanche un mezzo, è proprio lo scopo dell'azione politica. Ma guardiamo il lato positivo, con i soldi incassati potrebbero far volare Alitalia ancora per qualche mese oppure approvare un nuovo bonus.

Fortunatamente c'è una forte opposizione di centrodestra, liberale, europeista... ah, no. Lega e Fratelli d'Italia trainano una coalizione populista, nazionalista e reazionaria che propone ricette economiche del tutto simili a quelle dei loro acerrimi nemici. Comunista padano non è un soprannome casuale. Salvini ha detto che "La Lega ha ereditato le battaglie del PCI" e non abbiamo nessuna difficoltà a credergli (solo in questo caso) visti i suoi continui attacchi alle élite finanziarie, alle grandi banche e agli speculatori, visti come artefici delle disgrazie dei poveri cittadini. I suoi attacchi personali in cui usa ricco come insulto si sprecano e la dichiarazione "Di Maio aiuti il ceto medio e non i ricchi" è stata la ciliegina sulla torta. Come se Di Maio fosse capace di aiutare chicchessia all'infuori di sé stesso, tra l'altro. Ricordiamo tutti poi la battaglia che fece per l'introduzione di una misura assistenzialista come Quota 100, anche se ogni tanto si confonde e propone provvedimenti irrealizzabili come la Flat Tax, ma quella è la parte populista del gioco, in fondo a chi non piacerebbe pagare meno tasse?

Matteo Renzi ha deciso di porre Italia Viva fuori dal governo, giustificando il tutto all'interno di un'operazione volta a ribadire alcuni princìpi cardine quali la centralità del Parlamento o l'importanza di non sprecare i soldi del Next Generation EU. Finalmente una persona coerente. E invece no. Renzi probabilmente aveva fatto dei calcoli sbagliati e si è subito affrettato a ricucire con gli ex-alleati, arrivando ad ipotizzare un rientro in maggioranza. La sua linea non è chiara, ma gli diamo ancora il beneficio del dubbio.

Si deve far cadere il governo per mettere al potere persone più competenti e con idee migliori? No, visto quanto detto sul centrodestra.

Si deve tenere dunque in piedi l'esecutivo pur di non consegnare il Paese alle destre? Nemmeno, perché se hanno la maggioranza è giusto che governino, almeno finché accettiamo di vivere in un contesto democratico.

Il problema è più a monte. Come possiamo sperare di progredire se l'intero dibattito è incentrato su una specie di lotta tra fazioni che pretendono di essere antitetiche quando sono invece solo due facce della stessa medaglia? Raramente si sentono proposte serie, di quelle che guardano al futuro, di quelle che non fanno sembrare ogni talk show una ridicola televendita.

Ma un panorama politico così sconfortante, dominato da macchiette, non si crea certo da solo e tutti noi, ognuno per la sua parte, dovremmo chiederci chi li ha votati. Perché, in fin dei conti, questi sono i rappresentanti eletti dal popolo e il popolo deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Si è parlato molto di responsabili. Sono questi qua? Allora siamo fieramente irresponsabili.


Fausto Recupero

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