Maleducati
La scuola italiana non forma adeguatamente gli studenti. Questo è un fatto che deve essere accettato da chiunque voglia discutere seriamente di istruzione in Italia. Ce lo confermano i dati, sia nazionali che internazionali, sui livelli di istruzione e di competenze degli studenti delle scuole secondarie.
Per avere un'idea delle gravi carenze del nostro sistema scolastico basta osservare gli esiti dei test PISA, una delle misure più accreditate per confrontare i risultati scolastici di Paesi diversi. Le recenti prove del 2018, sostenute dagli studenti quindicenni di più di 70 paesi, riportano, infatti, che "[N]el 2018, l'Italia ha ottenuto un punteggio inferiore alla media OCSE in lettura e scienze e in linea con la media OCSE in matematica"(1). Il confronto con i Paesi europei a noi più simili è ancora più impietoso e mostra come gli studenti italiani abbiano raggiunto un livello medio di competenze in lettura, matematica e scienze inferiore a quello ottenuto dai loro omologhi di Francia, Germania e Regno Unito, ma non solo, anche di Portogallo, Polonia e Slovenia (2).
Anche dal punto di vista del nostro andamento decennale in queste prove, se da una parte c'è stato un miglioramento in matematica, dall'altra abbiamo assistito ad una stagnazione nei risultati in lettura e ad un peggioramento in scienze, il tutto restando sempre al di sotto della media dei paesi Occidentali più avanzati (3).
Come se non bastasse, la scuola italiana fallisce sia in termini di qualità dell'istruzione, che di quantità di giovani che educa ogni anno. In Italia, infatti, solo il 62,2% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha almeno un diploma di scuola superiore, contro a una media europea del 78,7% e a una media dei Paesi di dimensioni più grandi (Germania, Francia, Regno Unito) superiore all'80% (4). Inoltre, la dispersione scolastica, ossia il livello di abbandono della scuola dell'obbligo, nel nostro Paese è ancora molto elevata, nonostante una diminuzione costante in questi anni, con una media del 13,5% di gran lunga al di sopra dell'obbiettivo europeo per il 2020 del 10% (5).
Infine, le prove INVALSI ci mostrano come la dispersione scolastica implicita, che rappresenta coloro che, pur avendo conseguito un titolo di studio, non possiedono le competenze minime associate ad esso, stia diventando sempre più preoccupante nel nostro Paese. Scopriamo, infatti, che, tra i ragazzi che ottengono la licenza media, uno su tre non possiede le competenze di base per comprendere un testo in italiano e risolvere un problema di matematica, situazione che peggiora nel Sud e nelle Isole per gli studenti che ottengono un diploma, arrivando ad un allarmante 50% (6).
Non parliamo poi delle ricadute di questa situazione sulle possibilità lavorative e di benessere per i giovani italiani, un argomento che tratteremo comunque prossimamente. Chiudiamo ricordando un fatto storico. Nel 2001, quando i primi risultati dei test PISA vennero resi pubblici, la performance degli studenti tedeschi risultò essere al di sotto della media OCSE. Questi esiticontraddicevano la percezione pubblica, che vedeva il sistema scolastico tedesco come uno dei migliori in Europa, se non addirittura nel mondo, e diedero il via ad un movimento pubblico di protesta e di dibattito attorno alla scuola, portando, infine,all'introduzione di una profonda riforma del sistema (7). L'Italia già nel 2001 (8) otteneva risultati scolastici peggiori di quelli tedeschi, quindi la domanda è una sola: quando avremo il nostro PISA shock?
(1) L'OCSE è un'organizzazione intergovernativa formata da 37 paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
(2) PISA 2018 - L'Italia e altri paesi europei simili (Germania, Francia, UK, Portogallo, Polonia, Slovenia): https://gpseducation.oecd.org/CountryProfile?primaryCountry=ITA&treshold=10&topic=PI
(3) PISA 2018 Country Note - Italy: https://www.oecd.org/pisa/publications/PISA2018_CN_ITA.pdf
(4) ISTAT [2020] - Rapporto sui livelli di istruzione e ritorni occupazionali 2019: https://www.istat.it/it/files/2020/07/Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali.pdf
(5) Education and Training Monitor 2020 (European Commission) - Early leavers from education and training:
https://op.europa.eu/webpub/eac/education-and-training-monitor-2020/en/chapters/chapter2.html#ch2-1
(6) Rapporto prove INVALSI 2019:
https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2019/Rapporto_prove_INVALSI_2019.pdf
"Nello specchio della scuola. Quale sviluppo per l'Italia", P. Bianchi (2020). Libro scritto dall'attuale ministro dell'Istruzione, in cui si fa brevemente, ma in maniera efficace, il punto sulla situazione della scuola italiana, evidenziandone i problemi principali.
(7) Germany's PISA shock: https://www.oecd.org/about/impact/germanyspisashock.htm
(8) PISA 2001: https://www.oecd.org/education/school/programmeforinternationalstudentassessmentpisa/33691596.pdf