Sufficienza

06.10.2021

Selezione, formazione e valutazione nella scuola italiana

Quali sono le caratteristiche del buon insegnante? Ognuno di noi probabilmente darebbe una risposta diversa a questa domanda, ma generalmente potremmo dire che un docente si può giudicare dalle competenze nella sua disciplina e dall'abilità con cui le trasmette agli studenti. Inoltre, un buon insegnante dovrebbe essere anche abbastanza motivato da impegnarsi costantemente per migliorare nella propria attività. Sono quindi questi i criteri che dobbiamo utilizzare per valutare i processi di reclutamento, formazione e valutazione dei docenti italiani.

L'attuale sistema di selezione degli insegnanti manca di trasparenza ed efficacia, ossia non porta all'assunzione degli individui più capaci, sia in termini di competenze, che in termini di abilità nell'insegnamento. Questa situazione è dovuta a diverseragioni. Primo, gli insegnanti sono reclutati per lo più attraverso stabilizzazioni dei precari o graduatorie ad esaurimento, senza attraversare alcun processo di selezione che ne certifichi la qualità(1). In secondo luogo, anche quando i docenti vengono scelti attraverso i concorsi ordinari, organizzati in maniera molto discontinua negli anni, da una parte la valutazione avviene solo per titoli e competenze, ignorando completamente la capacità di insegnamento (2), e dall'altra la commissione concorsuale non subisce le conseguenze delle proprie scelte e, perciò, non è incentivata ad attuare una selezione efficace del personale scolastico (3). Inoltre, generalmente l'incarico a tempo indeterminato viene ottenuto dopo un lungo periodo di mobilità e precarietà, che non incoraggia gli individui con più potenzialità a scegliere la professione dell'insegnante né ricompensa l'insegnamento di qualità.

Per quanto riguarda la formazione degli insegnanti, le più recenti rilevazioni dell'OCSE ci mostrano come, da una parte 9 insegnanti su 10 dichiarano di aver seguito un corso di aggiornamento nell'ultimo anno, in linea con la media OCSE, mentre dall'altra solo 1 docente su 4 afferma di aver frequentato un corso di formazione in ingresso, rispetto ad una media OCSE di quasi il doppio (4). Nonostante questi dati, l'istituzione di un periodo di formazione e prova per i docenti neoassunti, guidati da un tutor della scuola di appartenenza, insieme all'introduzione dell'aggiornamento permanente e obbligatorio per tutti gli insegnanti, sono due misure, legate alla recente riforma della "Buona Scuola", che vanno nella giusta direzione del continuo rinnovamento delle competenze, disciplinari e pedagogiche, degli insegnanti (5).

Osservando poi il tema della valutazione nella scuola italiana, sappiamo che, se da una parte il sistema nazionale di valutazione dei risultati scolastici, ossia le INVALSI, viene finalmente utilizzato in maniera estesa e permette di avere un quadro generale della situazione educativa in Italia, dall'altra la valutazione delle singole scuole, dei docenti e dei dirigenti scolastici è molto ridotta e priva di qualsiasi effetto (6). Infatti, non c'è alcun tipo di valutazione che influenzi i docenti professionalmente, dato che non possono essere licenziati facilmente, o nella loro retribuzione, che dipende prevalentemente dall'anzianità di servizio e poco ha a che fare con il merito. Un passo in questo senso era stato fatto sempre con la riforma della "Buona Scuola", che aveva introdotto per la prima volta un aumento salariale basato sul merito e deciso da una commissione interna alla scuola, in attesa di definire dei parametri nazionali di allocazione. Tuttavia, anche questa iniziativa è sostanzialmente fallita, a causa di un aumento salariale esteso a più di un terzo dei docenti, ossia con criteri troppo permissivi e poco premianti, e della mancata definizione dei criteri nazionali già citati. Questa "allergia" alla valutazione si estende, come detto, anche a scuole, dove solo la metà (5% delle scuole) delle ispezioni previste (10%) è stata portata a termine, e a dirigenti scolastici, che stanno evitando l'applicazione di criteri di merito nella definizione del loro salario da diversi anni a questa parte.

Nel nostro sistema scolastico, dunque, non esistono incentivi che spingano tutto il personale scolastico, dagli insegnanti ai dirigenti, ad impegnarsi per migliorare nella propria attività, perché questo eventuale miglioramento non sarebbe premiato in alcun modo. Se a questo aggiungiamo la mancanza di una processo di selezione che individui i soggetti più adatti all'insegnamento come docenti, il quadro diventa ancora più negativo. Bisogna quindi chiedersi:come mai permettiamo che la retribuzione di alcuni lavoratori, gli insegnanti appunto, non dipenda dal loro contributo sociale e dal loro merito, ma da criteri completamente arbitrari, completamente slegati dall'impegno e dalla volontà individuale, come l'età? Come mai accettiamo che questi lavoratori non possano subire alcuna conseguenza, economica o professionale, per i loro errori oper i loro meriti? Non è forse per questi motivi che, non solo i meno competenti vengono favoriti da questo sistema, ma, anzi,anche i competenti vengono spinti ad agire nello stesso modo?Chiudiamo questo nostro intervento sperando di aver fornito qualche ragione in più, soprattutto ai più giovani, per impegnarsi a rifare la scuola italiana, che rappresenta forse la cartina tornasole dei grandi problemi del nostro Paese.

(1) L'ennesima sanatoria dei precari della scuola:

https://www.huffingtonpost.it/entry/bianchi-porta-in-cdm-la-stabilizzazione-dei-precari-della-scuola-m5s-frena_it_60a64557e4b09604b51ef623

(2) Accesso alla professione docente, MIUR:

https://www.miur.gov.it/web/guest/accesso-alla-professione-docente

(3) Due ottimi articoli su selezione ed incentivazione del personale nella scuola:

https://www.lavoce.info/archives/24512/se-la-selezione-resta-fuori-dallaula/

https://www.lavoce.info/archives/71418/la-scuola-della-prossima-generazione-ha-bisogno-di-solide-basi/

(4) TALIS 2018 - L'Italia e altri Paesi simili (US, Francia, Finlandia, Inghilterra (UK), Spagna):

https://gpseducation.oecd.org/CountryProfile?plotter=h5&primaryCountry=ITA&treshold=5&topic=TA

(5) Formazione docenti, MIUR:

https://www.miur.gov.it/web/guest/corsi-di-formazione-per-docenti

(6) "Dai dirigenti agli insegnanti: la scuola è allergica alla valutazione", ilsole24ore:

https://www.ilsole24ore.com/art/dai-dirigenti-insegnanti-scuola-e-allergica-valutazione-AB06PObB

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