Voto a 16 anni?
Lo scorso 30 Settembre Enrico Letta, che oggi dirige una scuola di Scienze Politiche a Parigi, in un'intervista a La Repubblica ha affrontato un tema che riguarda da vicino noi ragazzi. L'ex Presidente del Consiglio infatti ha chiesto di dare il diritto di voto già a sedici anni invece degli attuali diciotto necessari. A quest'idea hanno subito aderito vari esponenti politici come Matteo Renzi, Nicola Zingaretti o Luigi Di Maio.
Come è ovvio, una simile proposta ha subito acceso un forte dibattito articolato principalmente su due fronti: vi sono quelli a favore, che sostengono l'importanza di dare rappresentanza alle idee dei più giovani, e quelli contro, che ritengono invece il sedicenne medio non ancora in grado di fare scelte politiche consapevoli ed equilibrate.

Io credo che i problemi siano altri, a partire dall'importanza che attribuiamo al voto. Se decidiamo che si diventa maggiorenni (dunque cittadini con tutti i diritti e doveri) al compimento dei diciotto anni, ma allo stesso tempo consentiamo di votare prima, vuol dire che non consideriamo questo diritto come fondamentale, cosa che a mio avviso dovrebbe essere.
Un'ulteriore questione da analizzare sarebbe la partecipazione dei ragazzi alla politica: penso che purtroppo siano veramente pochi quelli che se ne interessano e ancor meno quelli che ne prendono parte attivamente. Dare il diritto di voto a persone a cui non interessa avrebbe come unico effetto un aumento dell'astensione.
In questo senso un'idea migliore sarebbe forse far votare già a sedici anni solo a livello comunale, dunque per eleggere Sindaco e Consiglio Comunale. Così facendo si potrebbero far avvicinare i nuovi elettori alla politica gradualmente, visto che le problematiche più sentite sono sicuramente quelle che riguardano il proprio territorio. Se non tutti i ragazzi sanno il nome del senatore eletto nella propria zona, penso che tutti conoscano il sindaco del proprio paese o della propria città e forse anche qualche consigliere. Basta vedere quanto siano coinvolti nella campagna elettorale: alle scorse comunali quasi tutti i miei compagni avevano un'idea su chi votare, mentre lo stesso non si può dire per le politiche.
Un problema che molti pongono è che il voto potrebbe essere influenzato dai genitori, ma secondo me quella proposta è un'età in cui si è già piuttosto indipendenti e se uno non sa scegliere da solo a sedici anni, allora probabilmente non saprà farlo neanche a diciotto.
L'altra questione è poi l'estremismo di molte idee dei giovani, cosa che alcuni sostengono esserci. Io non so se sia vero, ma credo che non sia un problema così importante, anche perché la maggior parte degli elettori rimarrebbero in età avanzata. In ogni caso anche questo sarebbe risolto facendo votare i sedicenni solo alle comunali, dove di solito non si valutano idee politiche generali, ma cose molto più pratiche che un candidato vuole o non vuole fare, come una pedonalizzazione o una pista ciclabile.
Riteniamo l'idea lanciata da Letta positiva per aver fatto accendere un dibattito incentrato per una volta su temi riguardanti noi ragazzi, ma al tempo stesso eccessiva. Il diritto di voto è troppo importante per darlo con leggerezza, per cui potrebbero esserci due passaggi, il primo (da 16 a 18 anni) in cui si ha per le elezioni locali e il secondo (dai 18 anni in poi) in cui si ottiene completamente insieme alla maggiore età.
Fausto Recupero, fondatore